Archivio mensile:gennaio 2015

Crescita complessiva mondiale secondo una ricerca effettuata dall’OCSE

Secondo i dati forniti dall’OCSE – l’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo, si starebbe assistendo a una lieve ripresa economica complessiva e, anche per quanto riguarda la zona Euro, la situazione dovrebbe rimanere stabile almeno per il prossimo mese. Nonostante questo dato generale positivo, si è registrata per la Germania, la maggiore economia presente nell’Eurozona, una perdita del proprio potere trainante, anche se per il momento l’intera area non ne sta risentendo. Dall’analisi effettuata su 33 Paesi risulta che l’indice tedesco sia diminuito passando da un livello di 99,6 a quello di 99,5, così come l’Italia che è passata da 101,1 a 101,0. Solamente la Francia, seconda potenza all’interno della zona Euro, ha fatto segnare un dato positivo, con una crescita da 100,2 a 100,3. Complessivamente il livello è rimasto però invariato ad un valore di 100,6. A livello mondiale invece hanno fatto registrare un dato positivo solamente la Cina, incrementando da 99,2 a 99,3, e l’India, che ha fatto registrare il miglioramento maggiore tra tutti i Paesi analizzati, crescendo da 99,3 a 99,5. Invariati i valori di Stati Uniti e Giappone che rimangono rispettivamente a 100,4 e 99,8, mentre perde un punto la Gran Bretagna da 100,4 a 100,3. Al termine della classifica si colloca infine la Russia facendo segnare una diminuzione significativa, dal 100,2 iniziale all’attuale 99,8.

Le previsioni economiche per il mercato statunitense nel 2015

Nel corso degli ultimi tre anni si è assistito a notevoli guadagni legati all’US Equities. Secondo le analisi effettuate dagli analisti di Wall Street, per il 2015 è prevista un’ulteriore crescita per l’attuale mercato. Gli strateghi di Equity hanno previsto di vedere l’S&P 500 salire dell’8% lungo tutto il 2015, portando il punto di riferimento oltre 2.200. Questo rappresenterebbe anche una triplice origine dal basso, a cui si è assistito l’ultima volta nel 2009 con l’inizio della corrente bull run. Nonostante tutte le previsioni positive però, gli analisti e gli investitori prestano ancora molta attenzione al fatto che il mercato dovrà pagare un prezzo per una robusta ripresa dell’economia statunitense, la quale, proprio per questo motivo, continua ad essere molto vulnerabile a possibili venti contrari di livello globale oltre che ad un eventuale slittamento dei prezzi delle materie prime che potrebbe verificarsi nei prossimi mesi. Gli investitori hanno infatti assistito al rimbalzo avvenuto nei mercati mondiali dopo il crollo del prezzo del petrolio che ha portato un ribasso dell’1,8% per l’S&P 500, minimo valore negli ultimi cinque anni e mezzo.